Ricetta del Farfunzionarelecosetrameete

di sommacco

di Francesca Gatti Arrigoni

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Disegno di Gipi, da “La mia vita disegnata male”, 2008, Coconino Press.

 

 

180 gr di curiosità umana semolata
80 gr di lecitina di indulgenza
3 empatie
2 gr di alginato di incoscienza
1 dl di acqua di abnegazione
– 30 gr di presunzione di unicità
un pizzico di accettazione di sé
una manciata di onestà nell’offrirsi
immedesimazione q.b.
una buccia grattugiata di coscienza di sé unica e distinta

In una ciotola accogliente e trasparente, montate le tre empatie con i 180 gr di curiosità umana semolata. Quando il composto comincerà a prendere volume e a sopraffarvi,  incorporate la buccia grattugiata di una coscienza di sé unica e distinta. In un contenitore a parte setacciare gli 80 grammi di lecitina di indulgenza e i 3 gr di alginato di incoscienza. Aggiungere 1 dl di acqua di abnegazione e sbattere energicamente.  Unire poi i due composti in un recipiente solido e lavorare con perizia e determinazione.  Se la pasta diventa troppo molle aggiungere un pizzico di accettazione di sé. L’accettazione di sé aiuta il composto a ristabilire l’equilibrio tra il sogno liquido dell’impasto perfetto e la realtà solida della sua imperfezione. Togliere in qualche modo i 30 gr di presunzione di unicità e unire una manciata di onestà nell’offrirsi. Regolarsi secondo buon senso con l’immedesimazione.

Cuocere tutto a 180° gradi fin quando dura.

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